CALISTO
O re dell'universo,
Ricreata mi sento
Al tuo divino accento.
Degl'aspidi nocenti
Più le rabbie non provo,
Delle faville ardenti
Mi s'ha l'incendio estinto. Io mi rinnovo,
Formo accenti e parole,
Riumanata, e miro
Nella prima figura il cielo, il sole.
GIOVE
Termineran poch'anni
Di serpi loro in globi i presti corsi,
Che su quei che tu miri eterei scanni,
Vestita di zaffiri,
Di stelle indiademata,
Con la prole comune,
Ad onta di Giunon divinizzata,
Accrescerai piropi al firmamento,
Ed al dolce concento
Di celeste armonia
L'ambrosia beverai, resa infinita,
E del mio sempiterno eterna vita.
CALISTO
Eccomi, ancella tua.
Disponi a tuo piacere,
Monarca delle sfere,
Di colei che creasti,
Ché con frode felice, oh mio gran fato,
Accorla ti degnasti
Nel tuo seno beato.
Tanto caduca e frale
Creata umanitade
Non merta, ottimo nume;
Pure di tua bontade
D'innalzar l'opre sue sempre è costume.