Non ho una casa non ho un lavoro
ne un piatto caldo in un'osteria.
Non ho padroni non ho un altare
prego il vento finchè non va via
Perchè io abbia sempre con chi brindare
che bere soli toglie l'allegria, che nostalgia.
Il mio cappello vuoto ricorda l'avarizia
i miei quattro stracci la voglia di partire.
Mentre il sole si nasconde sembra non voler spuntare
le nuvole lo coprono, arriva il temporale,
ma tanto anche lui come tutto prima o poi passerà
Il mio cane lupo non mi può lasciare
beve le mie lacrime, tanto uguali alle sue
povera bestia ammalata d'amore
essere imperfetto, tanto uguale a me.
E di domenica mattina tra i gradini di una chiesa
scruto un po' le facce, le fatture le pellicce
di chi entrando passa svelto e senza
fiatare se ne va, verso un posto in prima fila per la benedizione
Un biglietto assicurato per il treno che va dritto in paradiso
per lasciare l'inferno, l'inferno qua.