"In questo mondo che è un teatro a cielo aperto
Reciti attento finchè vieni scoperto
Lo sai che quando butterai la maschera
Non avrai un tarlo fisso dentro che ti logora
È la paura di essere sé stessi
che frena i nostri istinti e ci limita i riflessi
Se non avessimo qualcuno a cui piacere
Faremmo a meno di non essere noi stessi
Ma c'è una casa in fondo a quel giardino
Dove ogni giorno ridisegno il mio destino
Fra tanto verde, la pioggia e i suoi rumori
Io creo me stesso buttando tutto fuori
E se la vita non è essere sé stessi allora questo è un mondo creato per depressi
Io voglio piangere urlare e poi cantare
Senza il giudizio ricomincio a respirare
Quel fuoco che brucia nella pancia
Ci sta dentro io lo sento in ogni angolo che avanza
Nella mia vita lui cerca posizione
Vuol bruciare ogni porta per trovarci quel portone
Cerco me stesso in un mondo quasi perso
Senza paura rappresento ciò che sento
Di ogni giudizio cerco sempre la morale
Ma non esiste ormai li lascio scivolare
Ma c'è una casa in fondo a quel giardino
Dove io sogno senza stare sul cuscino
Fra tanto verde, la pioggia e i suoi rumori
Vedo me stesso e incontro tutti i miei colori
E se la vita non è essere sé stessi allora questo è un mondo creato per depressi
Mi vien da piangere urlare e poi cantare
Prendo il mio plettro e ricomincio a respirare
E quindi sbotto, vado via e me ne sbatto
Fra ricordi e sguardi attenti che fissano ogni passo
Mi lascio indietro i rumori ed i giudizi
Impressi dentro la mia mente fino a quando non realizzo
Che ciò che ho dentro non merita tormento
Che in questi giorni ho vissuto quasi a stento
Mi vedo fuori distratto fra i miei errori
ama te stesso vai tranquillo ti innamori
Ma c'è una casa in fondo a quel giardino
Dove ogni giorno ridisegno il mio destino
Fra tanto verde, la pioggia e i suoi rumori
Io creo me stesso buttando tutto fuori
Serve una vita per essere sé stessi
E stare dove un sogno non ti chieda compromessi
Dietro le quinte di un teatro puoi cambiare
Getta la maschera, non serve recitare "